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San Francesco nel Deserto – escursione del 3 giugno 2012

Il giorno 3 giugno 2012 la Schola Cantorum San Martino, con una comitiva di 170 persone, si recherà all’Isola di San Francesco nel Deserto, Burano e Torcello per una giornata di canto, di preghiera e culturale.

E’ giusto fare innanzitutto una panoramica per avere un’idea di quello che si andrà a visitare, curata da Eleonora.

L’itinerario proposto, raggiungendo anche Burano e Torcello, diventa particolarmente rappresentativo delle vicende della civiltà lagunare. I centri storici che visiteremo sono tutti residui di un più vasto ed antico sistema urbano sopravvissuti in parte. Essi rappresentano uno straordinario complesso nel quale si trovano riunite alcune delle più alte espressioni della cultura prodotta dall’insediamento dell’uomo nella laguna: la spazialità, le tecniche costruttive, la decorazione musiva del periodo veneto-bizantino nelle due chiese di Torcello; le sequenze urbane e i ritmi dell’edilizia cosiddetta minore a Burano, ancora basati sul rapporto con l’acqua e scanditi dall’uso del colore; l’isolamento di San Francesco del deserto, l’unica tra le isole-convento della laguna che sia riuscita a conservare integralmente, oltre ai manufatti, anche la propria funzione originaria.

San Francesco del deserto
In un paesaggio, reso estremamente mutevole dalle maree, emerge l’isola di San Francesco del deserto dove, secondo la leggenda, San Francesco d’Assisi approdò nel 1220, al ritorno dal suo viaggio in Egitto e Palestina, trovandovi riparo durante una burrasca. Dopo la sua morte e canonizzazione (1228) Jacopo Michiel, proprietario dell’isola, allora detta delle due vigne, vi fece c ostruire una chiesa dedicata al Santoe nel 1233 la donò ai frati francescani; questi, eretto il convento, vi rimasero fino al 1420 quando se ne allontanarono per le peggiorate condizioni ambientali. Rimasta disabitata per circa 30 anni, l’isola nel 1453 fu concessa da papa Pio II Piccolomini ai Minori Osservanti che restaurarono la chiesa ed il convento, costruendo un nuovo chiostro; abbandonata in seguito alle soppressioni napoleoniche (1806) tornò all’ordine per volere dell’imperatore Francesco I d’Austria.
La piccola chiesa del convento si articola intorno a due chiostri di cui il primo è preziosa testimonianza di architettura trecentesca, mentre il secondo è rinascimentale.

Burano
L’isola è un popoloso ed attivo centro della laguna nord, la cui economia è ancora in parte legata alla pesca e alle attività commerciali ed artigianali, tra cui famosa quella del merletto. Burano, fondata dagli Altinati nel VI sec., che gli diedero il nome da una delle porte della loro antica città di Altino – la porta Boreana – , raggiunse una certa consistenza attorno al 1000, sviluppandosi nei secoli seguenti con alterne vicende. Burano, unico fra i centri del vasto sistema fiorito intorno a Torcello a non subire per la sua posizione gli effetti di impaludamento provocato dai fiumi, divenne un’importante presenza urbana con una propria area di mercato anche sulla terra ferma – si pensi al portico dei Buranelli di Treviso -.Tessuto urbanistico interessante: da visitare la Parrocchiale di San Martino e il museo del merletto, infine da percorrere la via intitolata a Baldassare Galuppi, detto il Buranello, musicista del XVIII secolo che ivi ebbe i natali.

Torcello
Da Turricellum, diminutivo di Turris a, meta obbligata per chi voglia entrare in contatto con i precedenti storico-artistici e con il contesto lagunare in cui si è sviluppata Venezia, è forse l’isola più celebre di tutta la laguna e deve questa fama al fascino dei suoi pochi ma straordinari monumenti, sorprendentemente scampati alla lenta dissoluzione dell’antica città. Abitata con tutta probabilità da una colonia romana, Torcello fu insediamento di una certa consistenza già attorno al V – VI sec.. La leggenda vuole che il centro sia stato fondato nel 452 dalle popolazioni che fuggivano da Altino per cercare riparo dagli Unni, ma in realtà la formazione urbana fu il risultato di un processo più lungo di osmosi tra i nuclei romani dell’entroterra e le piccole comunità lagunari, se è vero che risale al 639 quello che viene considerato il primo documento attestante l’esistenza della città: l’epigrafe della fondazione della Cattedrale dove venne trasferita la diocesi di Altino, trasportandovi anche i corpi dei Santi e le reliquie. Nella costruzione del nuovo insediamento furono utilizzati colonne, fregi, lesene e mattoni – antiqua spolia – trasportati dalla vicina località romana d’Altino progressivamente abbandonata dopo l’occupazione longobarda e questi materiali si ritrovano ancora oggi ovunque: nelle murature delle case, sulle sponde dei canali e nella stessa Cattedrale. Torcello raggiunse in ogni caso aspetto e dimensioni di una vera e propria città, con circa 20000 abitanti, fu sede vescovile, retta da un tribuno, centro principale di un vasto sistema urbano insulare comprendente, oltre a Mazzorbo e Burano, anche altri centri totalmente scomparsi, quali Costanziaca e Ammiana. Da visitare la Cattedrale di Santa Maria Assunta, la cui facciata attuale risale al IX – XIsec., e da osservare i pochi resti dell’antico Battistero del VII sec. a pianta circolare collocato dinanzi alla basilica. Degna di ammirazione è la Chiesa di Santa Fosca costruita intorno al 1100, preceduta forse nel VII sec. da un martyrium che avrebbe costituito insieme alla Cattedrale e al Battistero un complesso simile a quello di San Vitale a Ravenna. Infine è da menzionare l’importante museo di Torcello, che raccoglie reperti archeologici della zona lagunare nei trecenteschi palazzi dell’Archivio.

PREGHIERA
(Traduzione da ignoto francese del XIV secolo)
Piangendo Francesco
disse un giorno a Gesù:
amo i fiori, amo le stelle,
amo Chiara e le sue sorelle,
amo il cuore degli uomini
e tutte le cose belle.
O Signore, Tu mi devi perdonare
Perché Te solo io dovrei amare.
Ma Gesù rispose piano:
amo i fiori, amo le stelle,
amo Chiara e le sue sorelle,
amo il cuore degli uomini
e tutte le cose belle.
O Francesco, non piangere più
Tu ami quello che ama Gesù.

Questi i brani che saranno eseguiti nel corso della giornata, accompagnati da un’orchestra di 16 elementi:

Fratello sole sorella luna

Ave verum di C. Saint Saens

Ave Maria  di C. Gounod

I cieli immensi narrano

Ave Verum di Mozart

Corale in Sol magg dalla cantata 147 di J S Bach

Preghiera di R. Padoin

Alleluja di Gordon Young

Vierge Marie

Jubilate deo  (processionale)

 Cum decore

 Tollite Hostias

 Ave Maria di B.De Marzi

 I will sing

 Ige Herouvimy

 Canto la tua gloria

 Andrò a vederla un dì

 Anima Christi

 Alleluja di Zarpellon

 

Ecco infine le cartine geografiche relative all’escursione: